L'11 agosto 1870, Giuseppe Mazzini partì per la Sicilia sperando in un movimento insurrezionale, ma a Palermo, prima di scendere dalla nave, fu arrestato dall'esercito sabaudo. Tre giorni dopo fu portato al carcere del castello di Gaeta. Il 13 ottobre fu liberato, in virtù dell'amnistia concessa ai condannati politici per la presa di Roma. Il giorno stesso egli scrisse al colonnello del Genio e comandante della
fortezza, il seguente biglietto: "Caro Sig. Perotti, son libero, son libero; venne il Generale a prendermi in furia ed uscii. Sono all'Italia con l'amica inglese. Questa sera vado a dormire dal generale che ha insistito. Ma siccome la Signora è indisposta e non posso partire che dopo domani mattina, penso esser meglio di veder la di lei Signora domattina, intendo nella giornata. E siccome spero vederla prima, mi dirà l'ora migliore. Questa sera sarò all'Italia sino alle nove almeno". Mazzini, dunque, era libero e se ne stava in un albergo gaetano con un'amica inglese. Ma chi era questa misteriosa signora inglese? Il suo nome era Emilie Ashurst Hawkes Venturi ed aveva conosciuto Giuseppe Mazzini, nel 1848, durante l'esilio del patriota a Londra. Infatti, l'uomo era spesso ospite della famiglia Ashurst e fu grazie a loro che conobbe l'elite culturale inglese dell'epoca. La famiglia Ashurst era composta dal capo famiglia, un noto avvocato, dalla moglie di lui, per la quale Mazzini nutrì un affetto così profondo da chiamarla "sua seconda madre", da un figlio, acceso mazziniano e dalle tre figlie: Eliza, Emilie e Caroline. La prima a innamorarsi di lui fu la sorella nubile: Eliza, che, per qualche tempo, egli predilesse, ma non incoraggiò mai quel sentimento così la ragazza, sconcertata, finì col seguire l'esempio di tante sue compatriote e prese a vagabondare per l'Europa. Ma colei con la quale Mazzini raggiunse una più completa sintonia fu Emilie. La donna era sposata con l'avvocato londinese Sydney Hawkes, ma l'incontro con Mazzini ed il legame che si instaurò tra loro, portò alla fine del matrimonio. Infatti, nel 1854, Emilie si separò dal marito e divenne la segretaria di Mazzini, del quale scrisse anche la biografia e ne fece un ritratto. Quando Mazzini scese in Italia clandestinamente le scrisse quasi quotidianamente. Ritornato a Londra, il patriota fu ospite nella casa di Emilie e la trasformò in un luogo di adunanza per i rifugiati di tutte le rivoluzioni europee. Nel 1860, Mazzini tornò nuovamente in Italia ed anche Emilie scese nella penisola. Ma in treno, nel 1861, la donna, sebbene innamorata senza speranza di Mazzini, incontrò Carlo Venturi, ufficiale garibaldino e se ne invaghì, ricambiata. Ottenuto il divorzio dal marito, sposò l'ufficiale italiano. Quando Mazzini fu arrestato, la donna lo seguì a Gaeta, dove alloggiò all'albergo Italia ed ottenne dal Governo Lanza il permesso di recarsi a trovare il patriota tutti i giorni. Attiva nei milieux liberali dell'epoca, si può dire che questa misteriosa signora, che calpestò con le sue scarpette di raso le nostre strade, fu una precoce sostenitrice dell'emancipazione femminile.
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